Epifania 2026, una tradizione che resiste al digitale (e al caro spesa)

5 Gennaio 2026 | Commercio, Sportello consumatore

Nonostante il caro spesa e l’aumento generalizzato dei prezzi, l’Epifania continua a rappresentare un momento importante per i consumi degli italiani. Per l’Epifania 2026, due italiani su tre (66%) prevedono di fare la sorpresa ai bambini con la classica calza, mentre il 34% rinuncerà ad acquistarla. Un rito che resta diffuso, soprattutto nel Centro e nel Mezzogiorno, dove la tradizione è più sentita rispetto al Nord. È quanto emerge dal sondaggio sui consumi delle festività invernali realizzato da Ipsos per Confesercenti.

Calza della Befana 2026: meno quantità, più significato

Il caro spesa ha modificato le scelte, ma non il rituale. Le calze della Befana oggi:

  • contengono meno prodotti
  • puntano su brand riconoscibili
  • privilegiano qualità e valore simbolico

La calza si conferma un prodotto trasversale, non più riservato ai bambini. Sempre più spesso viene regalata a un adulto, come gesto di affetto, condivisione o auto-gratificazione. Infatti, oltre ai dolci, nella calza della Befana si fanno sempre più spazio altri piccoli regali: oggetti utili o pensierini simbolici, spesso scelti come complemento al dono principale già ricevuto a Natale. Anzi, sempre più spesso sta crescendo il fenomeno del “re-gifting”cioè il riciclo dei regali natalizi non desiderati o non usati per riempirle le calze dell’Epifania: se fatto con attenzione, può essere una scelta intelligente per non buttare oggetti ed evitare di acquistarne di nuovi. 

Un rito analogico che resiste al digitale

In un contesto sempre più dominato da e-commerce e regali immateriali, la calza dell’Epifania resta un rituale profondamente analogico: si compra, si prepara, si appende e si scarta. Un gesto semplice che resiste sia al digitale sia alla pressione sui budget familiari.

Fonte: Borsa italianaANSA

Foto: IA